…A Bit Of Red…

locABORblog

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì scorso, presso la sim di MetaLES,
sotto la direzione artistica di Ux Hax,
Romy Nayar e Lanjran Choche, che ringraziamo ancora per l’invito
e per la disponibilità con la quale ci hanno accolti fin da subito,
c’è stata l’inaugurazione della nostra nuova installazione
dal titolo ‘A Bit Of Red’, un lavoro dedicato ad un’icona
della letteratura mondiale, nata agli inizi del secolo scorso
dalla penna di Gaston Leroux, ovvero: il Fantasma dell’Opera.
L’intervento che abbiamo cercato di mettere in atto, sia io che Kicca,
avvicinandoci in punta di piedi a questo vero e proprio
mostro sacro del romanticismo gotico, in chiave moderna,
é stato semplicemente quello di interpretare alcune delle immagini
più potenti, dal punto di vista della narrazione emotiva,
che proprio grazie alle numerose trasposizioni del testo originale
in territori inesplorati e congeniali, quali il teatro, il cinema e la televisione,
sono entrate di diritto a far parte dell’immaginario comune.
Un esempio perfetto di questo meccanismo è rappresentato dallo straordinario
musical scritto nel 1986 da Andrew Lloyd Webber, che nel 2004 divenne
addirittura un film, acclamato dallo stesso compositore.
Non a caso lo abbiamo preso come punto di riferimento assoluto
nella ricerca del materiale per iniziare i lavori sulla piattaforma virtuale.

Il riferimento al colore rosso presente nel titolo del lavoro, invece,
lo si deve alla decisione di utilizzare due fra i simboli a noi più cari,
quello della rosa e del cuore, che qui diventano il filo conduttore per un viaggio
ideale all’interno dei singoli frammenti che abbiamo scelto di raccontare.
Il tutto su un impianto anomalo e per certi versi ostile:
una soluzione di spazi e di volumi elementari che, nelle nostre intenzioni,
rappresentano al meglio la trasfigurazione verso il ‘non luogo’ che pervade
il vuoto teatrale, quello del dietro le quinte e dei sotterranei, per intenderci,
dove si svolgono gran parte delle vicende narrate nel romanzo.
Per godere appieno dell’esperienza della visita vi suggeriamo
di impostare il cielo ‘  [NB] Sepia 0000  ‘, un buon livello grafico
ed una draw-distance non inferiore ai 500 mt.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 21 di Ottobre.

The Golden Age Of Russian Avant Garde

Russian Avant Gard Poster

All’inizio di Gennaio, Rose Borchovski,
mi chiese se avevo il piacere di partecipare ad un progetto di gruppo,
molto ambizioso, che si proponeva di omaggiare l’Avanguardia Artistica Russa
del secolo scorso, attraverso la realizzazione di una serie di tributi,
ad alcune delle opere create da autori che nel tempo ne sono diventati l’emblema.
La mostra, curata da lei e da Peter Greenaway, sarebbe stata ospitata
a Mosca, al Manege Museum, in uno spazio espositivo dove il pubblico avrebbe avuto,
tra l’altro, l’opportunità di godere di tutto il materiale costruito da noi in SL,
attraverso la visione di un video-machinima, girato da Rose stessa,
nonché la possibilità di interagire con esso grazie all’utilizzo
di postazioni multimediali collocate all’interno del museo. Accettai di buon grado.
Inutile sottolineare la gioia per aver preso parte ad un programma
di così ampio respiro, a fianco di artisti che stimo ed ammiro,
del calibro di Bryn Oh, Rose Borchovski, Alpha Auer, Jo Ellsmere, Soror Nishi,
Eupalinos Ugajin e Caer Balogh. Una grande gioia ed una grande responsabilità anche.
Chi mi conosce a fondo, sa bene che in situazioni come queste
cerco di infilare la prima uscita d’emergenza ringraziando tutti al colmo dell’imbarazzo.
Bene, questa volta non è successo. Spero solo di aver fatto un buon lavoro.
A me il compito di rendere omaggio alle opere di Lyubov Popova e Alexander Rodchenko.
Qui sotto trovate le immagini che fanno riferimento
proprio alle mie due piccole installazioni a loro dedicate.

Tribute To Lyubov Popova:
Tribute To Popova

Tribute To Alexander Rodchenko:
Tribute To Rodchenko

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo invece è il teaser realizzato da Rose e Peter Greenaway per l’evento:

La sim apre al pubblico questa Domenica, 27 di Aprile, alle ore 22,00 (1.00 PM-SLT),
e resterà aperta almeno per tutto il mese di Maggio.
Questo il punto di arrivo:

http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA8/22/112/56

Una volta giunti sul posto, oltre ad avere accesso alle informazioni
che riguardano noi creatori, seguendo il sottile percorso rosso tracciato a terra,
vi ritroverete circondati dalle numerose e preziose gift realizzate da Alpha Auer,
che ha reso omaggio a moltissime delle opere di questi artisti straordinari,
‘cucendole’ addosso a noi avatar con una maestria
che mi lascia incantato ogni volta che le guardo: prendetele tutte… non ve ne pentirete!

Qui il link ufficiale dell’evento in real con tutti i dettagli:

http://ukrussia2014.ru/en/event/golden-age-russian-avant-garde/

A me, come sempre, non resta che augurare a tutti una buona visita!

Senza Nessuno Senso

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Questa mattina mi sono svegliato con la voglia di scrivere questo post.
E la voglia ce l’avevo prima ancora di alzarmi per andare in bagno.
Prima ancora di fare colazione e di darmi una sistemata per avere almeno una parvenza umana.
Forse, con questa voglia, ci sono andato a letto ieri notte. O la notte prima.
O quella prima ancora. Chi può dirlo? Sta di fatto che questa mattina ho deciso di scriverlo.
Senza Nessuno Senso. Detto con la stessa cialtroneria con la quale l’avrebbe detto Gassman,
in quel capolavoro assoluto di comicità che è L’Armata Brancaleone, di Monicelli.
Senza Nessuno Senso. Continuo a ripetermelo.
Perchè quindi cimentarsi nell’impresa inutile di trovarcene qualcuno?
Io   Posso   Solo   Costruire

DangerInEvolution..Reload



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Solo 4 mesi fa, o poco più, su questo stesso blog,
è stata presentata per la prima volta un’opera, una doppia visione,
nata dalla voglia mia e di kicca di mettere sotto i riflettori
quelle che erano -a nostro avviso- le contraddizioni evidenti
che esistono alla base di ogni evoluzione tecnica e scientifica quando questa 
di pari passo non è accompagnata da una coscienza etica e morale.
DangerInEvolution, così si chiamava l’opera, è stata ospitata
alla LEA per l’Artists in Residence in una sim intera a lei dedicata. 
Quando poche settimane dopo la chiusura della sim abbiamo avuto
l’invito da parte di Chinon ad esporla nuovamente nella sua galleria
la cosa ci ha allo stesso tempo affascinati ed incuriositi. 
Ma anche molto spaventati: saremmo riusciti nell’impresa di ricreare
all’interno di un edificio la stessa atmosfera di due lavori
nati per essere vissuti all’aperto di una sim?
Saremmo riusciti a raccontare con la stessa energia
una storia con meno di un terzo delle parole originali a disposizione?
Ecco noi pensiamo di esserci in qualche modo riusciti. A voi il compito di dire la vostra.
Ma ‘DangerInEvolution Reload’ non è solo questo, è molto di più.
Esiste un percorso guidato all’interno della Inspiritum Gallery di Chinon,
un percorso che inizia con l’opera di Kicca, per proseguire con la sala machinima,
dove avrete l’opportunità di visionare alcuni dei video girati attorno
all’installazione originale. Come quelli realizzati da Lion Igaly e Wizardoz Chrome.
A seguire vi troverete in un lungo corridoio con a disposizione
molto del materiale utilizzato da me e da Kicca nella fase
della documentazione. Per terminare il viaggio all’interno della mia opera.
Un percorso lungo ed articolato come vedete. Tutt’altro che scontato.
Siete invitati quindi a prendervi tutto il tempo necessario,
senza andare di fretta, e di godervi in assoluta pace le 2 installazioni.
I lavori rimarranno esposti al pubblico per almeno un mese.
Oltre allo slurl per arrivare all’entrata della galleria:

http://maps.secondlife.com/secondlife/Inspiritum/128/146/2002

vi metto qui sotto anche il link al catalogo della mostra, con all’interno
un’intervista doppia che ci ha fatto Chinon poco prima che iniziassimo ad installare:

http://issuu.com/inspiritum/docs/inspiritum_gallery_exhibition_catalog_2013-02?mode=window

Come sempre auguro a tutti una buona visione :°)

Raglan Shire Artwalk 2013

 

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Proprio come accade nella vita ‘vera’ anche all’interno di una realtà virtuale,
o aumentata, come quella di SL le nostre certezze sono messe costantemente a dura prova. 
Le sim chiudono. Gli account pure. I rapporti scemano e le strade finiscono per dividersi. 
A questo destino comune e decisamente poco piacevole esistono delle rare e preziose eccezioni.
Una di queste è di sicuro rappresentata dal Raglan Shire ArtWalk Multi Sim Festival.
Un festival dell’arte e della creatività giunto alla sua ottava edizione e che vede impegnati
sul campo decine di artisti di tutto il mondo fra disegnatori, pittori, fotografi e scultori.
Una realtà che nella sua tradizione si rinnova ogni volta, ospitata dalla accogliente
comunità Tiny del Raglan Shire di Second Life. Quest’anno gli artisti che hanno aderito
alla collettiva sono più di 130 e come sempre con una eccellente rappresentanza italiana,
fra cui Ness e Kicca. Non perdetevi quindi l’opportunità di scoprire le meraviglie
da loro prodotte sparse per i viottoli intricati e bucolici delle loro sim.
Meraviglie che resteranno esposte per la gioia di tutti i visitatori fino al 26 di Maggio.

Questi gli slurl per arrivare alle aree dedicate alla scultura:

- http://maps.secondlife.com/secondlife/Heron%20Shire/125/131/23
- http://maps.secondlife.com/secondlife/Morning%20Shire/237/168/22
- http://maps.secondlife.com/secondlife/Athen%20Shire/72/227/24

questi per quelle dedicate alla pittura e alla fotografia:

- http://maps.secondlife.com/secondlife/Raglan%20Shire/95/154/24
- http://maps.secondlife.com/secondlife/Raglan%20Shire/161/174/23
- http://maps.secondlife.com/secondlife/Raglan%20Shire/157/91/23
 
Questo invece è il link dell’evento contenuto all’interno della Destination Guide:

http://secondlife.com/destination/raglan-shire-artwalk-2013

..e per finire qui trovate anche il post originale pubblicato sul blog del Raglan Shire: 

http://raglanshire.com/2013/05/raglan-shire-artwallk-2013-may-5-26/

Per maggiori informazioni potete contattare IW la direttrice artistica del festival
Teal Freenote e le assistenti Liandras Jameson e Karmagirl Avro.
Come sempre vi auguro un buon divertimento!

In Verità Vi Dico..e Niente.

nessprims.jpg
Qualche settimana fa, in un post di Bryn Oh pubblicato all’interno
del suo blog, che scrisse in occasione della pubblicazione di una tesi di laurea
canadese che la vedeva protagonista assieme ai mondi virtuali sulle reali o millantate
potenzialità nel campo dell’arte, ebbi l’onore -ed il piacere- di essere da lei citato
fra alcuni dei nomi più prestigiosi di SL come uno degli esempi di ‘veterani di talento’.
Inutile dire quanto la cosa mi renda orgoglioso e non mi stancherò mai di ringraziarla.
Il post, fra l’altro, le diede anche modo di esprimere alcune considerazioni
circa l’attuale condizione in cui versa l’universo artistico e creativo di Second Life.
Come è normale che sia, seguirono dei commenti.
Alcuni dei quali pubblicati da autentici protagonisti della scena artistica virtuale di SL,
che cercavano di dare la propria lettura della situazione condividendo e contrapponendo
esperienze vissute in prima persona. Fra tutti i contributi ce n’è stato uno
che mi ha visto coinvolto personalmente assieme alla mia amica Kicca Igaly,
amica e collega di una seconda vita intera. Sto parlando di quello postato da Rose Borchovski.
Rose, lamentava a Bryn una sostanziale diversità di ‘attenzione’ da parte dei visitatori
che giungevano alle installazioni della LEA per il 3° Artists in Residence, appena conclusosi,
rispetto ad altre che in maniera indefessa registravano invece sempre dei pienoni da capogiro.
E se ne domandava il perchè. Nel fare questo, prendeva ad esempio la nostra installazione,
mia e di Kicca, dal nome ‘DangerInEvolution‘ chiedendosi appunto
perchè mai non fosse costantemente presa d’assalto dai visitatori
giunti da ogni parte del metaverso a godere della sua bellezza.
Ringraziandola, risposi che avevo le idee piuttosto chiare a riguardo; idee a proposito
del perchè alcune cose in SL sembrano ‘funzionare’ meglio di altre. E questo mio post, ora,
rappresenta il tentativo di condividerle, sperando di renderle semplici e chiare per tutti.
Potrei parlare di come alcuni critici, direttori di magazines, bloggers, giornalisti,
galleristi, owners di sim, fotografi, machinima makers..un esercito intero insomma,
sembra seguire con attenzione morbosa solo alcuni dei nomi che forse garantiscono
una facile eco a quelle che sono le loro iniziative, o di come nei canali ufficiali
messi a disposizione dalla Linden Lab per la condivisione di quelle che sono le attività
e gli eventi proposti da noi resident, ad esempio la Destination Guide,
a volte accadono degli incidenti di percorso che portano posti a scomparire
per sempre al loro interno ed altri a scalare vette di classifiche sempre più vertiginose.
Ma sarebbe per lo meno ingenuo attribuire l’insuccesso del proprio lavoro
in termini di traffico e apprezzamento associandolo solo a queste variabili.
Ingenuo e profondamente ingeneroso nei confronti di quello che è l’impegno profuso.
Sono convinto che a decretare la buona riuscita -o meno- di una condivisione
apprezzata su larga scala siano altri fattori. Ma partiamo dall’inizio, ovvero:
dall’idea che si ha in SL dell’arte vissuta come esperienza immersiva.
Ora dirò qualcosa che farà storcere il naso ai più. Lo so per esperienza.
Credo davvero non ci sia nessuna reale differenza di percezione immersiva
fra il leggere un libro, il guardare un film, l’ascoltare un concerto, l’assistere
a una rappresentazione teatrale, il fare una visita guidata alla più vicina
pinacoteca o..a una installazione vissuta all’interno di un mondo virtuale come quello di SL.
Perchè davvero non esiste nessuna reale differenza nel mezzo utilizzato per giungere
e raggiungere lo scopo del nostro ‘intento artistico’ sempre che, beninteso, ce ne sia uno.
E questo -ci piaccia o no- dipende dal fatto che fondamentalmente siamo gli stessi
da migliaia di anni. Sia sotto l’aspetto biologico che sociale. Nelle dinamiche che regolano
il nostro rapportarci col mondo e con noi stessi. Stessi meccanismi di difesa e di attacco.
Stessi modelli comportamentali di integrazione o ghettizzazione dell’individuo all’interno
di un piccolo nucleo familiare, di un gruppo o di una comunità estesa.
Poco importa se questa comunità sia in carne ed ossa o in pixel, l’avete notato?
Stessa capacità di pensiero astratto. O sempre più spesso la più totale incapacità di astrazione.
Siamo arrivati a banalizzare e a confondere il concetto stesso di immersività
con quello dell’entrare fisicamente dentro qualcosa che ci può contenere per intero.
Il mezzo tecnologicamente più avanzato per esprimere oggi della creatività, ai nostri occhi,
ha lo stesso potere di fascinazione avuto dai primi graffiti rupestri.
Esseri elementari nell’illusione della complessità.
E gli elementi che ‘attraggono’ e ‘distraggono’ l’occhio e la mente sono da sempre
gli stessi anche loro. In genere siamo attratti dalle luci, dai colori, dai forti contrasti,
dai suoni, dal movimento. Da tutte quelle esperienze sensoriali che riportano
i pensieri all’universo rassicurante, semplice e primordiale dell’infanzia,
quella subito dopo la nascita o, in alcuni casi, addirittura precedente.
Alla luce di tutto questo ragionamento, alcune differenze ‘solo’
apparentemente incomprensibili o inspiegabili nel difficile compito di interpretare
umori e malumori del pubblico difronte a dei manufatti artistici, assumono una logica
e una coerenza, e purtroppo -mi verrebbe da dire- pochissime eccezioni
a conferma di ancora meno regole. Per ritornare agli interrogativi legittimi di Rose direi che:
nulla o poco importa se alcune dissonanze cromatiche presenti in alcuni lavori
sono miscelate con una cura maniacale al limite della ossessione.
Per essere sottolineate ed apprezzate su larga scala occorre sempre caricare
in maniera eccessiva e qualche volta volgare. Nulla o poco importa che in altri sia presente
una metrica ed una ritmica costruttiva che in immagini spesso si traduce
in una pregevole musicalità. Per essere goduta ed apprezzata su larga scala
deve potersi ascoltare solo all’orecchio. Nulla o poco importa che in altri ancora
l’esplosione del movimento è sublimata in ognuno dei singoli prim,
nei gruppi che ne compongono parte dei dettagli, fino ad arrivare, via via, in un crescendo
d’insieme quasi coreografico. Per essere accessibile ai più occorre che si muovano davvero
questi benedetti prim! Magari dopo averci cliccato su, così che anche l’aspetto giocoso
legato all’interattività -altro termine di cui si abusa da sempre – è pienamente appagato ^^
Ma di cosa stiamo parlando poi alla fine?
Potrei impegnarmi a fare diversamente per raggiungere un consenso maggiore?
Si, e forse dovrei.  Ma non lo farò. Perchè tradirei la mia natura.
Che è appunto quella di provare a fare sculture
ricche di cromatismi spesso con la quasi totale assenza di colore.
Ricche di musicalità con la quasi totale assenza di suoni.
E soprattutto, ricche di movimento, pur restandosene lì,
piantate ed immobili, a sfidare il buon senso.
Qualche volta anche il mio :°)

LEA Arts Festival – A Month-Long Celebration, Kickoff Day Feb 2nd!

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What better way to showcase the work of over 30 artists, performers, and machinimatographers, than with a month long celebration? The LEA Arts Festival features twenty sims of art installations, machinima screenings, artist talks, interviews, performances, classes and more! Opening day is Feb 2nd with a schedule of great events, listed below.
The Linden Endowment for the Arts not only provides grants of land to artists-in-residence, it also helps to promote the artists and their works through this festival, articles, interviews, social media and other avenues. For many artists, this festival is the culmination of 5 months of hard work and inspiration, and so the time has to fully celebrate and share these works. Please share your LEA Arts Festival related photography on our LEA Arts Festival flickr group, and on your google + or Facebook. We’re looking forward to seeing you at the LEA!

The location is on LEA 4.  SLURL http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA4/127/137/21

9:45 AM Introduction
10:00 AM Award winning artist Bryn Oh gives a talk, On Challenging The Viewer, with time for questions & answers
11:00 AM Machinima Screenings of LEA exhibits hosted by LaPiscean Liberty
NOON Ian Upton, artist and technologist interviewed by Rowan Derryth
1:00PM CEC Productions presents a new exciting Virtual Band Show: Leningrad Cowboys!

DangerInEvolution



DangerInEvolutionxblog.jpg
Siamo lieti di invitarvi all’apertura della nostra nuova installazione 
dal titolo ‘DangerInEvolution’ che si terrà questo giovedì,
10 gennaio, alle ore 23.00 (2.00 PM-SLT) presso la LEA27.
( http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA27/155/148/25 )
Di seguito trovate alcune informazioni che vi aiuteranno a comprendere   
meglio la natura e le ragioni d’essere di questo nostro ultimo lavoro. 
Vi auguriamo una buona visita :°)

‘DangerInEvolution’ è un progetto nato dalla collaborazione
artistica di Kicca Igaly e Nessuno Myoo e legato ad una attività promossa
dalla Linden Lab per l’incoraggiamento, la diffusione e la promozione dell’arte in SL,
attraverso la LEA, (Linden Endowment for the Arts) denominata ‘Artists In Residence’
( http://lindenarts.blogspot.it/2012/08/round-three-airs-announced.html ).
Un’iniziativa che prevede l’affidamento di una sim ad uno, o più soggetti,
per un periodo di sei mesi a servizio di un’idea -dal tema libero-
che possa attrarre l’attenzione del visitatore in uno spazio gestito
in maniera autonoma, anche attraverso la creazione successiva all’apertura
di eventi mirati che ne tengano vivo l’interesse speculare…

Premessa:
abbiamo deciso di affrontare un tema a noi caro
che è quello della contraddizione evidente che c’è alla base
di ogni evoluzione tecnologica e scientifica quando di pari passo
non corrisponde una crescita, una maturità ed una consapevolezza
nei riguardi dei potenziali rischi che questa evoluzione implica nella vita di tutti.   
Soprattutto quando entrano in gioco interessi di prevaricazione
economica, sociale o religiosa.

Istruzioni per l’uso
la struttura narrativa si esprime essenzialmente in tre luoghi distinti:

-il luogo di arrivo
( http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA27/155/148/25 )
Sky setting:  Phototools- Breakwave Building Light
Water setting:   [NB] Hidden Depths

dove è possibile accedere a tutte le informazioni per iniziare
questo viaggio e godere delle installazioni vere e proprie,
e dei teleport, grazie ai quali ci si potrà muovere fra di esse.

-il luogo dedicato all’installazione di Kicca Igaly
http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA27/136/205/2016 )
Sky setting: Phototools- Breakwave Building Light
“…mai come oggi la ricerca scientifica ha imboccato mille strade dense di rischi
per l’uomo stesso, oltre che per l’ambiente che costituisce il suo supporto vitale.
Nella vita di tutti i giorni vediamo gli effetti spesso esaltanti, ma, a volte,
disastrosi che tale evoluzione produce.
Ho voluto rappresentare delle scene di fantasia
prese dal mio bagaglio di ricordi e sensazioni.
Una ci porta in un centro di ricerca genetica dove si sviluppano
nuove forme biologiche spesso ai limiti dell’umana comprensione,
ma necessarie a capire dove può indirizzarsi la ricerca negli anni successivi.
Da questi estremismi, il rischio che si producano eventi difficili da controllare
o dagli effetti indesiderati sul medio e lungo periodo. È il caso degli OGM che,
a parere di molti, possono costituire una seria incognita per lo sviluppo umano.
Oppure la produzione di microrganismi destinati a scopi industriali come ad esempio
i batteri creati per eliminare gli inquinanti dalle acque. Essi possono rivolgere,
evolvendosi, la loro famelica attenzione ad altre forme di vita sul pianeta,
usando proprio l’acqua come vettore. L’altra scena ci trasporta
in un laboratorio di ricerca nucleare, dove fisici manipolano elementi radioattivi.
Di per sé, nel laboratorio non ci sono rischi particolari:
le protezioni per i ricercatori sono sufficientemente sicure. Ma è fuori, nel mondo,
come appare da dietro la finestra della mia immaginata scena, che gli effetti delle radiazioni
si fanno disastrosi sull’ambiente. A seguito di calamità naturali, o incuria dell’uomo,
nell’ambiente si riversano, negli anni, enormi quantità di scorie radioattive
destinate a produrre i loro effetti devastanti in periodi di tempo secolari.
I bambini presenti nella scena sono privi di alcune parti dei lori corpi,
a simboleggiare questa devastazione.
I tempi della ricerca sono spesso troppo brevi per valutare appieno le conseguenze
di quanto si produce successivamente. Ho voluto sottolineare in queste scene,
che tali aspetti devono necessariamente essere presi in estrema considerazione
da parte di ricercatori e di chi li finanzia e spesso condiziona la loro attività,
con frettolose aspettative. La vita umana è troppo preziosa per metterla a rischio
e occorre ritornare a ritmi evolutivi più in armonia con la natura e rispettosi dell’ambiente…”

-il luogo dedicato all’ installazione di Nessuno Myoo 
( http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA27/234/230/1012 )
Sky setting: Phototools- Breakwave Building Light
“…in questo lavoro ci sono diversi elementi che concorrono a costruire
una scena grottesca all’interno della quale il concetto stesso di pericolosità
intrinseca all’evoluzione scientifica e tecnologica priva delle necessarie precauzioni
etiche e morali è secondo me ben espresso.
L’azione è divisa essenzialmente in due zone: una centrale ed una periferica.
Nella zona centrale c’è l’imponenza di una enorme giostra,
una di quelle che potremmo trovare in un qualsiasi contesto di parco giochi del mondo.
Una giostra alla quale partecipano, gioiosi e senza pensieri,
un nutrito gruppo di giovani uomini e donne intenti nel loro giro.
In realtà, ad uno sguardo più attento, notiamo come quella innocua giostra
altro non è che la poetica trasfigurazione di un enorme e mostruoso fungo atomico,
causato dall’esplosione della prima fra le due tristemente note bombe
sganciate su Hiroshima e Nagasaki fra il 6 ed il 9 agosto del 1945.
E che si tratti di un fungo atomico lo si intuisce anche dalla ricostruzione dell’ordigno 
-battezzato dagli allora americani ‘Little Boy’- che si trova al centro della giostra-fungo 
incastonato nella stilizzazione di un modello fisico della struttura atomica dell’uranio,
e con impressa sulla testata -in maniera provocatoria-  l’equazione che ha cambiato 
il modo di concepire l’universo attorno a noi: quella della relatività di Albert Einstein.
Nella zona periferica invece troviamo solo caos e desolazione.
E centinaia di occhi. Quello degli occhi è un elemento che ho già utilizzato in passato
e che ho trovato sempre particolarmente efficace nella sua semplicità. 
Qui sta a rappresentare la coscienza popolare, la nostra, incapace di fare altro
che catalizzare in modo sterile l’attenzione morbosa al centro della scena.
Impotente di fronte alla tragedia del sacrificio ignaro a cui poniamo
le nostre generazioni, presenti e future, in quel giro di giostra che in fondo è la vita…”

IMPORTANTE:
come sempre per una visualizzazione corretta  
consigliamo di impostare una qualità grafica del Viewer su ‘alta’
( Preference - Graphics Options )
e di assicurarsi di avere attivato il parametro ‘Atmospheric Shaders’
ed una Draw Distance non inferiore ai 280 mt.
Per ognuna delle tre destinazioni esiste poi una stessa impostazione
della luce del cielo, alla quale una volta giunti sulla sim 
non dovete fare altro che accettare i cambiamenti suggeriti dal vostro Viewer.
Questo per riuscire a godere appieno dell’esperienza  
e vivere quella che nei mondi virtuali viene comunemente chiamata immersione.

Polvere di Stelle d’Arte..in Pixels



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“Polvere di Stelle d’Arte” è una mostra a cura di Francesca Barbi Marinetti e Tina Vannini,
e si svolge al Margutta di Roma con il coinvolgimento di numerosi artisti
che hanno decorato le stelle esposte con svariate tecniche pittoriche e scultoree,
dedicandole con citazioni e ritratti all’attrice Monica Vitti.
L’evento si estende anche in Second Life al MICImagin@rium,
in collaborazione con ArtEdLand e con Art Gallery Maryva Mayo,
dove da martedì 18 Dicembre alle ore 22.30 (1,30 PM-SLT)
saranno esposte le stelle digitali decorate dagli artisti del metaverso.
Le stesse saranno riprese in un video-machinima che verrà proiettato al Margutta RistorArte
il 14 gennaio, giornata in cui le stelle “di materia” verranno messe all’asta
e il cui ricavato sosterrà la messa in scena o produzione di un testo teatrale
o video che abbia proprio lei come soggetto: la grande Monica Vitti.
 
Gli artisti del metaverso che hanno ri-creato le stelle sono:

Aneli Abeyante
Bryn Oh
Cayenne Avon
Damiax Thor
Daniele Daco Costantin
Desy Magic
Giovanna Cerise
Kicca Igaly
La Baroque
Lookatmy Back
Maryva Mayo
Merlino Mayo
Mexi Lane
Myhns Mayo
Mikati Slade
Nessuno Myoo
Nexuno Thespian
Nino Vichan
Oberon Onmura
Pallina Loon
Rose Borchovski
Silene Christen
Shanty Yutani
Sniper Siemens 
Solkide Auer 
Swina Allen

Due parole sulla mia stella dal titolo “Il Graffio”…

Il Graffio picture.jpg
Quando sono stato invitato da Mexi a partecipare
a questa antologia dedicata alla grandissima Monica Vitti
il primo quesito che mi sono posto è stato: qual è la cosa che ami di più di quest’artista?
Senza nessuna esitazione ho pensato di rispondere subito “la voce”.
Così caratteristica e riconoscibile. Dagli umori a volte fortemente dissonanti certo
eppure sempre così profondi e caldi da arrivare a toccare punte di autentico erotismo.
E di sensualità. Il passo successivo è stato quello di provare ad esprimere tutto questo
attraverso un oggetto che trasfigurasse e diventasse veicolo stesso della sua voce appunto.
Ecco quindi il perché della scelta di un microfono.
Ma visto che della voce di una attrice stiamo parlando,
ho pensato di rappresentare assieme al microfono alcuni dettagli di una sala di doppiaggio.
Nei fogli appoggiati disordinatamente sul leggio i simboli, caotici,
e le indicazioni misteriose della sua arte, quasi a volere sottolineare il fatto
di come solo lei in fondo fosse in grado di trasformare quelle che potevano essere
semplici battute in varchi che conducono l’ascoltatore in territori tutti da scoprire. 
Oltre ai 5 ritratti, riprodotti sulla stella in trasparenza
che fa da mera parete divisoria  alla cornice dello schermo cinematografico,
i riferimenti che riconducono all’attrice sono  sicuramente i piccoli occhiali gialli.
Il cuore rosso e scuro sul ripiano inferiore sta li a sublimare
la passione per la sua professione. Il Graffio del titolo è tutt’altro che simbolico,
proprio come la sua voce che non lascia mai indifferenti.