Il Concept e la Mission, l’insostenibile leggerezza dell’essere …virtuale!

 

images.jpg

Ad esclusione degli aspetti puramente economici, 
di cui non voglio discutere, sono piuttosto perplesso 
riguardo alcune delle motivazioni del passaggio dell’ MdM da Second Life ad opensim 
espresse dalla stessa fondatrice e curatrice, Roxelo Babenco, in un breve inserto 
nella pubblicazione numero 1 de ‘Il Metaverso Opensim’ di Moran Demedici 
dal titolo ‘Il Museo del Metaverso approda a Craft: le ragioni di una scelta… ‘  
http://www.museodelmetaverso.it/profiles/blogs/il-metaverso-e-online-il
Le perplessità hanno generato degli interrogativi che vi propongo. 
Si crede davvero che -anche ai fini di una visibilità esterna a un VW-  
essere presenti su una grid come quella di SL dove mediamente 
si connettono oltre 65.000 persone ogni notte da tutto il mondo 
sia lo stesso che connettersi a quella di Craft dove, 
quando tutto va bene, ce ne sono appena 30?  
Si crede davvero che un rapporto di 65.000 a 30 non rappresenti un grande scossone? 
Si crede davvero alle ragioni di ordine morale e politico  
anche quando queste arrivano in netto ritardo rispetto a ripetute richieste 
ed appelli alla Linden di ottenere una sim in gestione gratuita?  
Si crede davvero che un’esperienza di soli 2 anni passati in opensim 
su 3 grid diverse (Cyberlandia – Osgrid – Craft) rappresenti una prospettiva allettante? 
Si crede davvero al clima a dir poco idilliaco di condivisione e partecipazione 
liberale privo di invidie e competizioni descritto negli inviti ad aderire? 
E quegli artisti eccellenti che hanno messo tanto di nome e cognome 
a questa sorta di manifesto che indica ‘la nuova via’ da seguire come vivono 
il fatto di continuare a creare, esporre e condividere esperienze 
con amici e colleghi anche e soprattutto in Second Life?