Per Non Dimenticare – Not To Forget

 

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Inaugurazione Giovedi27 Gennaio 
22.30 PM (Orario Italiano)
Il Giardino di Arte Libera (Solaris Island)

Il Giardino di Arte Libera

 

“Se questo è un uomo”.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case, 
voi che trovate tornando a sera 
Il cibo caldo e visi amici: 
Considerate se questo è un uomo 
Che lavora nel fango 
Che non conosce pace 
Che lotta per un pezzo di pane 
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo 
Come una rana d’inverno. 
Meditate che questo è stato: 
Vi comando queste parole. 
Scolpitele nel vostro cuore 
Stando in casa andando per via, 
Coricandovi alzandovi; 
Ripetetele ai vostri figli. 
O vi si sfaccia la casa, 
La malattia vi impedisca, 
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

 

PER NON DIMENTICARE…

Nessuno Myoo, Kicca Igaly e Icarus Robbiani ad Arte Libera

Abbiamo scelto una poesia nata dalla penna di uno scrittore italiano come manifesto di questa mostra che nasce dalla collaborazione attiva di un gruppo di italiani L’idea è nata molti mesi fa, quando Nessuno Myoo mi parlò di quest’opera che allora era tutta nella sua mente e che poi, piano piano, ha iniziato a materializzarsi. Di qui il progetto di una mostra a tema sull’olocausto in un ambiente come il Giardino di Arte Libera che ci pareva ben si prestasse a un simile argomento. Poi le idee si sono susseguite una dopo l’altra con l’entusiasmo che solo temi particolarmente sentiti possono suscitare. Alla scultura di Nessuno si è unita quella di Kicca Igaly, ma perchè non aggiungere a due opere immersive anche delle opere fotografiche dallo stesso spessore artistico? Ecco dunque il contatto con Icarus Robbiani che ha accettato al volo la scommessa, coinvolgendo a sua volta altri creativi ( Mila Tatham, Rodriguez Imako, Lipsko Loopen, Riri Bazar, Buffy Holfe) che lo hanno aiutato a realizzare le immagini che aveva nella sua mente…

Ma una mostra in SecondLife può essere senza troppe difficoltà un’esperienza totale… e allora la sottoscritta, con l’aiuto di Grazietta Cazenove, ha iniziato a ricercare testi di spessore letterario da proporre come supporto alla manifestazione e un attore di teatro real life, Donchisciotte Crescendo, si è offerto di leggerli immerso in queste opere, mentre una persona a me vicina in real si è impegnata nella selezione dei brani musicali che accompagneranno la mostra…

Poche parole sono bastate ad attivare tutti noi, entusiasti all’idea di poter in qualche modo aiutare a “non dimenticare”… così che ci siamo ritrovati quasi per magia, senza grandi scambi di parole, uniti anche nel messaggio che questa mostra vuole trasmettere, un messaggio di speranza, che trapela ovunque come amore sempre e comunque per la vita…

Simba Schumann

 

“Life Again” di Nessuno Myoo

‘Life Again’ è un lavoro che tratta il difficile e delicato tema dell’olocausto. 
Tutta la struttura narrativa  è ricca di riferimenti alle atrocità del nazismo: dai tralicci dell’alta tensione, ai grandi fari che proiettano a terra fasci di luce fredda, fino ad arrivare ai numeri in rilievo all’interno dell’anello che simboleggiano le milioni di vittime cadute e costrette alla deportazione. La figura al centro è emblematica ai fini della storia che intendo raccontare. Essa rappresenta una donna, umiliata e ridotta alla condizione di vera e propria macchina da riproduzione, immobilizzata e con il ventre gonfio di figli che uscendole fuori saturano lo spazio attorno. Una macchina da riproduzione per una razza nuova. Superiore. Perfetta. Ma sono solo le farneticazioni di un pazzo queste. Lo sappiamo bene. E lo sa bene anche la donna a terra, che nonostante la sua condizione ha occhi amorevoli solo per l’ esserino diverso da tutti gli altri. Un esserino che in quel momento rappresenta l’unica speranza di vita. Perchè la vera ricchezza della vita sta racchiusa nella diversità che ognuno di noi porta con se. Da qui il messaggio, che è allo stesso tempo un augurio e il nome dell’opera: Life Again.

 

“Mai più” di Kicca Igaly

“Chi non impara dalla storia, è destinato a ripeterla”. Spesso mi soffermo su questa citazione, con particolare riguardo a quello che di peggio è accaduto nel secolo scorso: l’olocausto. Mi soffermo anche a considerare gli altri grandi genocidi, compiuti spesso in nome di ideali assurdi, da responsabili squilibrati. In questo quadro di fantasia, ho rappresentato la speranza con un fiore, a cui tende la mano la figura prigioniera. Alle spalle, uno scenario da incubo, con un forno crematorio.  Mai più questi crimini orrendi…. impariamo dai nostri errori.

 

“Vita all’inferno” foto di Icarus Robbiani

Cinque foto di Icarus Robbiani scattate a Salimar in collaborazione con Mila Tatham e Rodriguez Imako come set builders, Lipsko Loopen Co-Set Builder (foto “000001” e “000004”), Riri Bazar come Pose Creator (foto “000004”) (a very special thanks) e Buffy Holfe e Mila Tatham come Models (foto “000004”). Luce ed ombre dalla storia…

 

 

Opening Thursday January 27th 
1.30 PM (SL Time) 
Il Giardino di Arte Libera (Solaris Island) 
Il Giardino di Arte Libera

 

“IF THIS IS A MAN”

If this is a man 
You who live safe 
In your warm houses, 
You who find warm food 
And friendly faces when you return home. 
Consider if this is a man 
Who works in mud, 
Who knows no peace, 
Who fights for a crust of bread, 
Who dies by a yes or a no. 
Consider if this is a woman 
Without hair, without name, 
Without the strength to remember, 
Empty are her eyes, cold her womb, 
Like a frog in winter. 
Never forget that this has happened. 
Remember these words. 
Engrave them in your hearts, 
When at home or in the street, 
When lying down, when getting up. 
Repeat them to your children. 
Or may your houses be destroyed, 
May illness strike you down, 
May your offspring turn their faces from you.

Primo Levi

 

NOT TO FORGET…

Nessuno Myoo, Kicca Igaly and Icarus Robbiani at Arte Libera

We have choosen this italian author Primo Levi’s poem as flyer of this performance, organized by a group of italian people. When some mounths ago Nessuno Myoo told me about a sculpture ispired by holocaust he had then only in his mind I immediately fell in love with this project that after few time  involved Kicca Igaly and then Icarus Robbiani, with the idea of add to these immersive works good photos with the same artistic values. With Icarus worked some other creatives (Mila Tatham, Rodriguez Imako, Lipsko Loopen, Riri Bazar, Buffy Holfe) who helped him to realize the picture he had in his mind. But an exhibit in Second Life could be easily a total experience, so I and Grazietta Cazenove decided to work in founding interesting literature pieces (unfortunately only in italian) and a real life italian actor, Donchisciotte Crescendo, asked us to read it in the suggestive atmosphere created by these artworks. At last a person in real life close to me worked to find the good music for this performance.

We are all very entusiastic at the idea to can contribute “To not forget…” and with few words we all felt the same spirit of this exhibit that is a message of hope, that you can find everywhere as love for life in every circumstances.

Simba Schumann

 

Life Again by Nessuno Myoo

‘Life Again’ is a work that speaks the difficult and delicate theme of the Holocaust. The entire narrative structure is full of references that recall at the sad atrocities of nazism: from pylons of high voltage that demarcating the areas of concentration camps to big headlights that project light cold to ground, from the numbers in the relief inside the intern ring that symbolizes milions of victims and the dehumanization of deporteds. The central figure is emblematic for the story that i want tell you. It represents a woman, trasformed in a really breeding machine, blocked and with the stomack full of childrens that coming out of her. A breeding machine for a new species. Perfect. But this is only the words of a crazy. A criminal crazy. And the woman forced at ground knowing this and have eyes only for a little children, different from all the others. Because the really rich of life is the differents that each have inside. From this the positive message that is also the name of the work: Life Again.

 

Never again by Kicca Igaly

Author comments:   “Those who do not learn from history, is intended to repeat it “.    I often dwell on this words, with particular attention  what happened to worse in the last century: the Holocaust.   I also consider the other major genocides,  often made in the name of absurd ideals, from unbalanced responsible. In this fantasy context,  I represented the hope with a flower, toward which the prisoner figure awnings the hand.   At the shoulders, a nightmare scene, with one oven crematory.   Never again of these horrendous crimes …. we learn from our mistakes.

“Life from hell” by Icarus Robbiani

Five pictures by Icarus Robbiani taken at Salimar in cooperation with Mila Tatham and Rodriguez Imako like set builders, Lipsko Loopen Co-Set Builder (foto “000001” e “000004”), Riri Bazar Pose Creator (foto “000004”) (a very special thanks) and Buffy Holfe and Mila Tatham  Models (foto “000004”). Lights and shadows from history…

 

La Scultura come Espressione di Movimento

 

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Il primo post del 2011 è dedicato a un’ operazione che potremmo definire 
bonariamente di ‘recupero storico personale’. Qualche mese fa una cara amica, 
che si occupa in SL di promuovere e diffondere l’arte, mi diede degli stimoli 
sui quali esprimere dei concetti, concetti che in un secondo tempo 
avrebbe utilizzato in una sorta di dossier, creando un parallelismo tra mondo virtuale e reale. 
L’ operazione andò in porto solo in parte (scusate il gioco di parole),  
ragion per cui mi sta a cuore proporre qui per intero il mio piccolo 
contributo su un tema che devo dire mi cattura non poco. 
Ad integrazione potete visionare le immagini dei miei lavori 
su flickr: http://www.flickr.com/photos/27823218@N03/

o tipparvi direttamente alla mia galleria SL: 
http://slurl.com/secondlife/Battlestar/18/96/22

La scultura come espressione di movimento.

E’ un concetto affascinante quello del movimento. 
Un concetto che sta alla base di gran parte del mio lavoro qui in SL. 
Pur non avendo una vera cultura artistica -di certo non sono sufficienti 
quei pochi anni di scuola d’arte che da giovanissimo mi hanno consentito (comunque) 
di percorrere per un breve periodo  quella che credevo sarebbe stata la mia strada – 
proverò a darne una chiave di lettura, spero leggera ed interessante.  
Riuscire ad infondere il movimento a un oggetto statico è una sorta di …piccolo miracolo. 
O un’ abilissima mistificazione se preferite: spesso le due cose coincidono 🙂 
In maniera molto banale e piuttosto scontata il movimento 
è la massima espressione della vita, così come di norma la intendiamo. 
Se sei vivo come minimo ti muovi 🙂 La staticità, invece, come concetto è all’opposto. 
Rappresenta la morte. Capite bene che riuscire a conciliare questi due aspetti, 
in una scultura in questo caso, visto che di scultura stiamo parlando, ha del portentoso. 
I riferimenti sono tanti e tutti di spessore. 
Le due ‘condizioni’ possono essere poi deliziosamente in equilibrio o fortemente in disarmonia. 
Sta all’esperienza, al gusto e alla sensibilità dell’artista che ne fa uso, 
dosare sapientemente il proprio linguaggio. Così come sta alle capacità di analisi di chi osserva, 
sapere apprezzare e coglierne tutte le più piccole sfumature. 
Oggi viviamo in una società dove, non il movimento ma la velocità, 
detta pesantemente le proprie regole. La velocità è altra cosa dal movimento. 
Spesso le si confonde in maniera superficiale. Anche in SL c’è tutta una produzione 
artistica dove questo equivoco esce clamorosamente allo scoperto. 
Si tende in definitiva a soddisfare quegli stimoli primari che sono propri degli infanti: 
luci, suoni, colori, spesso palesati in maniera vorticosa e apparentemente incontrollata. 
E proprio come gli infanti ne si subisce passivamente il fascino. 
Riuscire a beneficiare e a trarre tutto questo concentrato 
di vita caotica, la dove presente, da una scultura nell’accezione classica del termine 
-una statua- è impresa difficile che costa fatica. Costa fatica da parte dell’artista 
così come di chi osserva. Costa fatica ma ripaga più del doppio della fatica che costa 🙂
Le scorciatoie esistono ma sono e restano solo un mezzo 
per arrivare prima appunto (velocitàmovimento). E sarebbero il modo peggiore 
di vivere appieno un’ esperienza di ‘viaggio’ altrimenti appagante.