Senza Nessuno Senso

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Questa mattina mi sono svegliato con la voglia di scrivere questo post.
E la voglia ce l’avevo prima ancora di alzarmi per andare in bagno.
Prima ancora di fare colazione e di darmi una sistemata per avere almeno una parvenza umana.
Forse, con questa voglia, ci sono andato a letto ieri notte. O la notte prima.
O quella prima ancora. Chi può dirlo? Sta di fatto che questa mattina ho deciso di scriverlo.
Senza Nessuno Senso. Detto con la stessa cialtroneria con la quale l’avrebbe detto Gassman,
in quel capolavoro assoluto di comicità che è L’Armata Brancaleone, di Monicelli.
Senza Nessuno Senso. Continuo a ripetermelo.
Perchè quindi cimentarsi nell’impresa inutile di trovarcene qualcuno?
Io   Posso   Solo   Costruire

DangerInEvolution..Reload



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Solo 4 mesi fa, o poco più, su questo stesso blog,
è stata presentata per la prima volta un’opera, una doppia visione,
nata dalla voglia mia e di kicca di mettere sotto i riflettori
quelle che erano -a nostro avviso- le contraddizioni evidenti
che esistono alla base di ogni evoluzione tecnica e scientifica quando questa 
di pari passo non è accompagnata da una coscienza etica e morale.
DangerInEvolution, così si chiamava l’opera, è stata ospitata
alla LEA per l’Artists in Residence in una sim intera a lei dedicata. 
Quando poche settimane dopo la chiusura della sim abbiamo avuto
l’invito da parte di Chinon ad esporla nuovamente nella sua galleria
la cosa ci ha allo stesso tempo affascinati ed incuriositi. 
Ma anche molto spaventati: saremmo riusciti nell’impresa di ricreare
all’interno di un edificio la stessa atmosfera di due lavori
nati per essere vissuti all’aperto di una sim?
Saremmo riusciti a raccontare con la stessa energia
una storia con meno di un terzo delle parole originali a disposizione?
Ecco noi pensiamo di esserci in qualche modo riusciti. A voi il compito di dire la vostra.
Ma ‘DangerInEvolution Reload’ non è solo questo, è molto di più.
Esiste un percorso guidato all’interno della Inspiritum Gallery di Chinon,
un percorso che inizia con l’opera di Kicca, per proseguire con la sala machinima,
dove avrete l’opportunità di visionare alcuni dei video girati attorno
all’installazione originale. Come quelli realizzati da Lion Igaly e Wizardoz Chrome.
A seguire vi troverete in un lungo corridoio con a disposizione
molto del materiale utilizzato da me e da Kicca nella fase
della documentazione. Per terminare il viaggio all’interno della mia opera.
Un percorso lungo ed articolato come vedete. Tutt’altro che scontato.
Siete invitati quindi a prendervi tutto il tempo necessario,
senza andare di fretta, e di godervi in assoluta pace le 2 installazioni.
I lavori rimarranno esposti al pubblico per almeno un mese.
Oltre allo slurl per arrivare all’entrata della galleria:

http://maps.secondlife.com/secondlife/Inspiritum/128/146/2002

vi metto qui sotto anche il link al catalogo della mostra, con all’interno
un’intervista doppia che ci ha fatto Chinon poco prima che iniziassimo ad installare:

http://issuu.com/inspiritum/docs/inspiritum_gallery_exhibition_catalog_2013-02?mode=window

Come sempre auguro a tutti una buona visione :°)

Raglan Shire Artwalk 2013

 

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Proprio come accade nella vita ‘vera’ anche all’interno di una realtà virtuale,
o aumentata, come quella di SL le nostre certezze sono messe costantemente a dura prova. 
Le sim chiudono. Gli account pure. I rapporti scemano e le strade finiscono per dividersi. 
A questo destino comune e decisamente poco piacevole esistono delle rare e preziose eccezioni.
Una di queste è di sicuro rappresentata dal Raglan Shire ArtWalk Multi Sim Festival.
Un festival dell’arte e della creatività giunto alla sua ottava edizione e che vede impegnati
sul campo decine di artisti di tutto il mondo fra disegnatori, pittori, fotografi e scultori.
Una realtà che nella sua tradizione si rinnova ogni volta, ospitata dalla accogliente
comunità Tiny del Raglan Shire di Second Life. Quest’anno gli artisti che hanno aderito
alla collettiva sono più di 130 e come sempre con una eccellente rappresentanza italiana,
fra cui Ness e Kicca. Non perdetevi quindi l’opportunità di scoprire le meraviglie
da loro prodotte sparse per i viottoli intricati e bucolici delle loro sim.
Meraviglie che resteranno esposte per la gioia di tutti i visitatori fino al 26 di Maggio.

Questi gli slurl per arrivare alle aree dedicate alla scultura:

http://maps.secondlife.com/secondlife/Heron%20Shire/125/131/23
http://maps.secondlife.com/secondlife/Morning%20Shire/237/168/22
http://maps.secondlife.com/secondlife/Athen%20Shire/72/227/24

questi per quelle dedicate alla pittura e alla fotografia:

http://maps.secondlife.com/secondlife/Raglan%20Shire/95/154/24
http://maps.secondlife.com/secondlife/Raglan%20Shire/161/174/23
http://maps.secondlife.com/secondlife/Raglan%20Shire/157/91/23
 
Questo invece è il link dell’evento contenuto all’interno della Destination Guide:

http://secondlife.com/destination/raglan-shire-artwalk-2013

..e per finire qui trovate anche il post originale pubblicato sul blog del Raglan Shire: 

http://raglanshire.com/2013/05/raglan-shire-artwallk-2013-may-5-26/

Per maggiori informazioni potete contattare IW la direttrice artistica del festival
Teal Freenote e le assistenti Liandras Jameson e Karmagirl Avro.
Come sempre vi auguro un buon divertimento!

In Verità Vi Dico..e Niente.

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Qualche settimana fa, in un post di Bryn Oh pubblicato all’interno
del suo blog, che scrisse in occasione della pubblicazione di una tesi di laurea
canadese che la vedeva protagonista assieme ai mondi virtuali sulle reali o millantate
potenzialità nel campo dell’arte, ebbi l’onore -ed il piacere- di essere da lei citato
fra alcuni dei nomi più prestigiosi di SL come uno degli esempi di ‘veterani di talento’.
Inutile dire quanto la cosa mi renda orgoglioso e non mi stancherò mai di ringraziarla.
Il post, fra l’altro, le diede anche modo di esprimere alcune considerazioni
circa l’attuale condizione in cui versa l’universo artistico e creativo di Second Life.
Come è normale che sia, seguirono dei commenti.
Alcuni dei quali pubblicati da autentici protagonisti della scena artistica virtuale di SL,
che cercavano di dare la propria lettura della situazione condividendo e contrapponendo
esperienze vissute in prima persona. Fra tutti i contributi ce n’è stato uno
che mi ha visto coinvolto personalmente assieme alla mia amica Kicca Igaly,
amica e collega di una seconda vita intera. Sto parlando di quello postato da Rose Borchovski.
Rose, lamentava a Bryn una sostanziale diversità di ‘attenzione’ da parte dei visitatori
che giungevano alle installazioni della LEA per il 3° Artists in Residence, appena conclusosi,
rispetto ad altre che in maniera indefessa registravano invece sempre dei pienoni da capogiro.
E se ne domandava il perchè. Nel fare questo, prendeva ad esempio la nostra installazione,
mia e di Kicca, dal nome ‘DangerInEvolution‘ chiedendosi appunto
perchè mai non fosse costantemente presa d’assalto dai visitatori
giunti da ogni parte del metaverso a godere della sua bellezza.
Ringraziandola, risposi che avevo le idee piuttosto chiare a riguardo; idee a proposito
del perchè alcune cose in SL sembrano ‘funzionare’ meglio di altre. E questo mio post, ora,
rappresenta il tentativo di condividerle, sperando di renderle semplici e chiare per tutti.
Potrei parlare di come alcuni critici, direttori di magazines, bloggers, giornalisti,
galleristi, owners di sim, fotografi, machinima makers..un esercito intero insomma,
sembra seguire con attenzione morbosa solo alcuni dei nomi che forse garantiscono
una facile eco a quelle che sono le loro iniziative, o di come nei canali ufficiali
messi a disposizione dalla Linden Lab per la condivisione di quelle che sono le attività
e gli eventi proposti da noi resident, ad esempio la Destination Guide,
a volte accadono degli incidenti di percorso che portano posti a scomparire
per sempre al loro interno ed altri a scalare vette di classifiche sempre più vertiginose.
Ma sarebbe per lo meno ingenuo attribuire l’insuccesso del proprio lavoro
in termini di traffico e apprezzamento associandolo solo a queste variabili.
Ingenuo e profondamente ingeneroso nei confronti di quello che è l’impegno profuso.
Sono convinto che a decretare la buona riuscita -o meno- di una condivisione
apprezzata su larga scala siano altri fattori. Ma partiamo dall’inizio, ovvero:
dall’idea che si ha in SL dell’arte vissuta come esperienza immersiva.
Ora dirò qualcosa che farà storcere il naso ai più. Lo so per esperienza.
Credo davvero non ci sia nessuna reale differenza di percezione immersiva
fra il leggere un libro, il guardare un film, l’ascoltare un concerto, l’assistere
a una rappresentazione teatrale, il fare una visita guidata alla più vicina
pinacoteca o..a una installazione vissuta all’interno di un mondo virtuale come quello di SL.
Perchè davvero non esiste nessuna reale differenza nel mezzo utilizzato per giungere
e raggiungere lo scopo del nostro ‘intento artistico’ sempre che, beninteso, ce ne sia uno.
E questo -ci piaccia o no- dipende dal fatto che fondamentalmente siamo gli stessi
da migliaia di anni. Sia sotto l’aspetto biologico che sociale. Nelle dinamiche che regolano
il nostro rapportarci col mondo e con noi stessi. Stessi meccanismi di difesa e di attacco.
Stessi modelli comportamentali di integrazione o ghettizzazione dell’individuo all’interno
di un piccolo nucleo familiare, di un gruppo o di una comunità estesa.
Poco importa se questa comunità sia in carne ed ossa o in pixel, l’avete notato?
Stessa capacità di pensiero astratto. O sempre più spesso la più totale incapacità di astrazione.
Siamo arrivati a banalizzare e a confondere il concetto stesso di immersività
con quello dell’entrare fisicamente dentro qualcosa che ci può contenere per intero.
Il mezzo tecnologicamente più avanzato per esprimere oggi della creatività, ai nostri occhi,
ha lo stesso potere di fascinazione avuto dai primi graffiti rupestri.
Esseri elementari nell’illusione della complessità.
E gli elementi che ‘attraggono’ e ‘distraggono’ l’occhio e la mente sono da sempre
gli stessi anche loro. In genere siamo attratti dalle luci, dai colori, dai forti contrasti,
dai suoni, dal movimento. Da tutte quelle esperienze sensoriali che riportano
i pensieri all’universo rassicurante, semplice e primordiale dell’infanzia,
quella subito dopo la nascita o, in alcuni casi, addirittura precedente.
Alla luce di tutto questo ragionamento, alcune differenze ‘solo’
apparentemente incomprensibili o inspiegabili nel difficile compito di interpretare
umori e malumori del pubblico difronte a dei manufatti artistici, assumono una logica
e una coerenza, e purtroppo -mi verrebbe da dire- pochissime eccezioni
a conferma di ancora meno regole. Per ritornare agli interrogativi legittimi di Rose direi che:
nulla o poco importa se alcune dissonanze cromatiche presenti in alcuni lavori
sono miscelate con una cura maniacale al limite della ossessione.
Per essere sottolineate ed apprezzate su larga scala occorre sempre caricare
in maniera eccessiva e qualche volta volgare. Nulla o poco importa che in altri sia presente
una metrica ed una ritmica costruttiva che in immagini spesso si traduce
in una pregevole musicalità. Per essere goduta ed apprezzata su larga scala
deve potersi ascoltare solo all’orecchio. Nulla o poco importa che in altri ancora
l’esplosione del movimento è sublimata in ognuno dei singoli prim,
nei gruppi che ne compongono parte dei dettagli, fino ad arrivare, via via, in un crescendo
d’insieme quasi coreografico. Per essere accessibile ai più occorre che si muovano davvero
questi benedetti prim! Magari dopo averci cliccato su, così che anche l’aspetto giocoso
legato all’interattività -altro termine di cui si abusa da sempre – è pienamente appagato ^^
Ma di cosa stiamo parlando poi alla fine?
Potrei impegnarmi a fare diversamente per raggiungere un consenso maggiore?
Si, e forse dovrei.  Ma non lo farò. Perchè tradirei la mia natura.
Che è appunto quella di provare a fare sculture
ricche di cromatismi spesso con la quasi totale assenza di colore.
Ricche di musicalità con la quasi totale assenza di suoni.
E soprattutto, ricche di movimento, pur restandosene lì,
piantate ed immobili, a sfidare il buon senso.
Qualche volta anche il mio :°)

DangerInEvolution



DangerInEvolutionxblog.jpg
Siamo lieti di invitarvi all’apertura della nostra nuova installazione 
dal titolo ‘DangerInEvolution’ che si terrà questo giovedì,
10 gennaio, alle ore 23.00 (2.00 PM-SLT) presso la LEA27.
( http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA27/155/148/25 )
Di seguito trovate alcune informazioni che vi aiuteranno a comprendere   
meglio la natura e le ragioni d’essere di questo nostro ultimo lavoro. 
Vi auguriamo una buona visita :°)

‘DangerInEvolution’ è un progetto nato dalla collaborazione
artistica di Kicca Igaly e Nessuno Myoo e legato ad una attività promossa
dalla Linden Lab per l’incoraggiamento, la diffusione e la promozione dell’arte in SL,
attraverso la LEA, (Linden Endowment for the Arts) denominata ‘Artists In Residence’
( http://lindenarts.blogspot.it/2012/08/round-three-airs-announced.html ).
Un’iniziativa che prevede l’affidamento di una sim ad uno, o più soggetti,
per un periodo di sei mesi a servizio di un’idea -dal tema libero-
che possa attrarre l’attenzione del visitatore in uno spazio gestito
in maniera autonoma, anche attraverso la creazione successiva all’apertura
di eventi mirati che ne tengano vivo l’interesse speculare…

Premessa:
abbiamo deciso di affrontare un tema a noi caro
che è quello della contraddizione evidente che c’è alla base
di ogni evoluzione tecnologica e scientifica quando di pari passo
non corrisponde una crescita, una maturità ed una consapevolezza
nei riguardi dei potenziali rischi che questa evoluzione implica nella vita di tutti.   
Soprattutto quando entrano in gioco interessi di prevaricazione
economica, sociale o religiosa.

Istruzioni per l’uso
la struttura narrativa si esprime essenzialmente in tre luoghi distinti:

-il luogo di arrivo
( http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA27/155/148/25 )
Sky setting:  Phototools- Breakwave Building Light
Water setting:   [NB] Hidden Depths

dove è possibile accedere a tutte le informazioni per iniziare
questo viaggio e godere delle installazioni vere e proprie,
e dei teleport, grazie ai quali ci si potrà muovere fra di esse.

-il luogo dedicato all’installazione di Kicca Igaly
http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA27/136/205/2016 )
Sky setting: Phototools- Breakwave Building Light
“…mai come oggi la ricerca scientifica ha imboccato mille strade dense di rischi
per l’uomo stesso, oltre che per l’ambiente che costituisce il suo supporto vitale.
Nella vita di tutti i giorni vediamo gli effetti spesso esaltanti, ma, a volte,
disastrosi che tale evoluzione produce.
Ho voluto rappresentare delle scene di fantasia
prese dal mio bagaglio di ricordi e sensazioni.
Una ci porta in un centro di ricerca genetica dove si sviluppano
nuove forme biologiche spesso ai limiti dell’umana comprensione,
ma necessarie a capire dove può indirizzarsi la ricerca negli anni successivi.
Da questi estremismi, il rischio che si producano eventi difficili da controllare
o dagli effetti indesiderati sul medio e lungo periodo. È il caso degli OGM che,
a parere di molti, possono costituire una seria incognita per lo sviluppo umano.
Oppure la produzione di microrganismi destinati a scopi industriali come ad esempio
i batteri creati per eliminare gli inquinanti dalle acque. Essi possono rivolgere,
evolvendosi, la loro famelica attenzione ad altre forme di vita sul pianeta,
usando proprio l’acqua come vettore. L’altra scena ci trasporta
in un laboratorio di ricerca nucleare, dove fisici manipolano elementi radioattivi.
Di per sé, nel laboratorio non ci sono rischi particolari:
le protezioni per i ricercatori sono sufficientemente sicure. Ma è fuori, nel mondo,
come appare da dietro la finestra della mia immaginata scena, che gli effetti delle radiazioni
si fanno disastrosi sull’ambiente. A seguito di calamità naturali, o incuria dell’uomo,
nell’ambiente si riversano, negli anni, enormi quantità di scorie radioattive
destinate a produrre i loro effetti devastanti in periodi di tempo secolari.
I bambini presenti nella scena sono privi di alcune parti dei lori corpi,
a simboleggiare questa devastazione.
I tempi della ricerca sono spesso troppo brevi per valutare appieno le conseguenze
di quanto si produce successivamente. Ho voluto sottolineare in queste scene,
che tali aspetti devono necessariamente essere presi in estrema considerazione
da parte di ricercatori e di chi li finanzia e spesso condiziona la loro attività,
con frettolose aspettative. La vita umana è troppo preziosa per metterla a rischio
e occorre ritornare a ritmi evolutivi più in armonia con la natura e rispettosi dell’ambiente…”

-il luogo dedicato all’ installazione di Nessuno Myoo 
( http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA27/234/230/1012 )
Sky setting: Phototools- Breakwave Building Light
“…in questo lavoro ci sono diversi elementi che concorrono a costruire
una scena grottesca all’interno della quale il concetto stesso di pericolosità
intrinseca all’evoluzione scientifica e tecnologica priva delle necessarie precauzioni
etiche e morali è secondo me ben espresso.
L’azione è divisa essenzialmente in due zone: una centrale ed una periferica.
Nella zona centrale c’è l’imponenza di una enorme giostra,
una di quelle che potremmo trovare in un qualsiasi contesto di parco giochi del mondo.
Una giostra alla quale partecipano, gioiosi e senza pensieri,
un nutrito gruppo di giovani uomini e donne intenti nel loro giro.
In realtà, ad uno sguardo più attento, notiamo come quella innocua giostra
altro non è che la poetica trasfigurazione di un enorme e mostruoso fungo atomico,
causato dall’esplosione della prima fra le due tristemente note bombe
sganciate su Hiroshima e Nagasaki fra il 6 ed il 9 agosto del 1945.
E che si tratti di un fungo atomico lo si intuisce anche dalla ricostruzione dell’ordigno 
-battezzato dagli allora americani ‘Little Boy’- che si trova al centro della giostra-fungo 
incastonato nella stilizzazione di un modello fisico della struttura atomica dell’uranio,
e con impressa sulla testata -in maniera provocatoria-  l’equazione che ha cambiato 
il modo di concepire l’universo attorno a noi: quella della relatività di Albert Einstein.
Nella zona periferica invece troviamo solo caos e desolazione.
E centinaia di occhi. Quello degli occhi è un elemento che ho già utilizzato in passato
e che ho trovato sempre particolarmente efficace nella sua semplicità. 
Qui sta a rappresentare la coscienza popolare, la nostra, incapace di fare altro
che catalizzare in modo sterile l’attenzione morbosa al centro della scena.
Impotente di fronte alla tragedia del sacrificio ignaro a cui poniamo
le nostre generazioni, presenti e future, in quel giro di giostra che in fondo è la vita…”

IMPORTANTE:
come sempre per una visualizzazione corretta  
consigliamo di impostare una qualità grafica del Viewer su ‘alta’
( Preference – Graphics Options )
e di assicurarsi di avere attivato il parametro ‘Atmospheric Shaders’
ed una Draw Distance non inferiore ai 280 mt.
Per ognuna delle tre destinazioni esiste poi una stessa impostazione
della luce del cielo, alla quale una volta giunti sulla sim 
non dovete fare altro che accettare i cambiamenti suggeriti dal vostro Viewer.
Questo per riuscire a godere appieno dell’esperienza  
e vivere quella che nei mondi virtuali viene comunemente chiamata immersione.

Polvere di Stelle d’Arte..in Pixels



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“Polvere di Stelle d’Arte” è una mostra a cura di Francesca Barbi Marinetti e Tina Vannini,
e si svolge al Margutta di Roma con il coinvolgimento di numerosi artisti
che hanno decorato le stelle esposte con svariate tecniche pittoriche e scultoree,
dedicandole con citazioni e ritratti all’attrice Monica Vitti.
L’evento si estende anche in Second Life al MICImagin@rium,
in collaborazione con ArtEdLand e con Art Gallery Maryva Mayo,
dove da martedì 18 Dicembre alle ore 22.30 (1,30 PM-SLT)
saranno esposte le stelle digitali decorate dagli artisti del metaverso.
Le stesse saranno riprese in un video-machinima che verrà proiettato al Margutta RistorArte
il 14 gennaio, giornata in cui le stelle “di materia” verranno messe all’asta
e il cui ricavato sosterrà la messa in scena o produzione di un testo teatrale
o video che abbia proprio lei come soggetto: la grande Monica Vitti.
 
Gli artisti del metaverso che hanno ri-creato le stelle sono:

Aneli Abeyante
Bryn Oh
Cayenne Avon
Damiax Thor
Daniele Daco Costantin
Desy Magic
Giovanna Cerise
Kicca Igaly
La Baroque
Lookatmy Back
Maryva Mayo
Merlino Mayo
Mexi Lane
Myhns Mayo
Mikati Slade
Nessuno Myoo
Nexuno Thespian
Nino Vichan
Oberon Onmura
Pallina Loon
Rose Borchovski
Silene Christen
Shanty Yutani
Sniper Siemens 
Solkide Auer 
Swina Allen

Due parole sulla mia stella dal titolo “Il Graffio”…

Il Graffio picture.jpg
Quando sono stato invitato da Mexi a partecipare
a questa antologia dedicata alla grandissima Monica Vitti
il primo quesito che mi sono posto è stato: qual è la cosa che ami di più di quest’artista?
Senza nessuna esitazione ho pensato di rispondere subito “la voce”.
Così caratteristica e riconoscibile. Dagli umori a volte fortemente dissonanti certo
eppure sempre così profondi e caldi da arrivare a toccare punte di autentico erotismo.
E di sensualità. Il passo successivo è stato quello di provare ad esprimere tutto questo
attraverso un oggetto che trasfigurasse e diventasse veicolo stesso della sua voce appunto.
Ecco quindi il perché della scelta di un microfono.
Ma visto che della voce di una attrice stiamo parlando,
ho pensato di rappresentare assieme al microfono alcuni dettagli di una sala di doppiaggio.
Nei fogli appoggiati disordinatamente sul leggio i simboli, caotici,
e le indicazioni misteriose della sua arte, quasi a volere sottolineare il fatto
di come solo lei in fondo fosse in grado di trasformare quelle che potevano essere
semplici battute in varchi che conducono l’ascoltatore in territori tutti da scoprire. 
Oltre ai 5 ritratti, riprodotti sulla stella in trasparenza
che fa da mera parete divisoria  alla cornice dello schermo cinematografico,
i riferimenti che riconducono all’attrice sono  sicuramente i piccoli occhiali gialli.
Il cuore rosso e scuro sul ripiano inferiore sta li a sublimare
la passione per la sua professione. Il Graffio del titolo è tutt’altro che simbolico,
proprio come la sua voce che non lascia mai indifferenti.

Ce Soir Arts



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Fa sempre piacere incontrare sul proprio cammino persone che apprezzano il lavoro fatto 
durante il trascorrere degli anni. Fa ancora più piacere quando l’apprezzamento si trasforma 
in un gesto concreto come quello di una esposizione di spessore che assume gli aspetti 
di una vera e propria personale. E di una personale ricca e generosa anche, sia dal punto di vista 
dello spazio che delle risorse. Il piacere raggiunge l’apice poi quando ad ospitare questa personale 
è una sim dalla bellezza delicata e dalla tradizione oramai consolidata nell’offerta 
di tutto quello che da sempre il metaverso regala agli estimatori dell’arte a tutto tondo. 
Sto pensando ad alcuni dei luoghi meravigliosi in cui ho avuto la fortuna di esporre. 
Luoghi come Pixel Arts o Salimar o ancora Lost Town per fare dei nomi.   
Ecco Ce Soir è tutto questo. Se cercate un posto dove poter godere della pace assoluta 
di un piccolo angolo di paradiso..o della lettura e della condivisione della poesia..piuttosto 
che di esposizioni artistiche deliziosamente incorniciate in un contesto perfetto…o anche 
della pura evasione musicale affidata ai numerosi musicisti che vi si esibiscono ogni settimana.. 
Ce Soir è il posto adatto a voi. Rimango sempre stupito ed emozionato davanti alle capacità  
che alcune persone hanno di concretizzare i propri sogni e le proprie passioni condividendole. 
Un grazie sentito a Mireille Jenvieve e Aeon Woodford per aver creato il loro di sogno, 
e per avermi offerto in qualche modo l’opportunità di farne parte per un intero mese. 
Con gioia quindi vi invito alla opening che si terrà questa sera, 
domenica 2 settembre alle ore 23.00 ( 2PM-SLT ), nella meravigliosa terra di Ce Soir.  
Per me sarà l’occasione di esporre ancora una volta alcuni dei lavori che più amo 
e che troppo spesso per problemi legati al numero eccessivo dei prims 
difficilmente riesco a tenere per mano in una singola esposizione, e per voi, spero, 
quella di apprezzarne ancora di più l’amore col quale sono stati concepiti. 
Oltre il punto d’ arrivo nella piccola galleria allestita e nel giardino subito fuori, 
vi consiglio di percorrere il vialetto che abbraccia l’intera area alla scoperta 
delle altre sculture disseminate un po’ ovunque, in cielo in terra e in ogni luogo… 
Solite raccomandazioni a cui siete oramai abituati: 
impostate una buona qualità della scheda grafica ed avvicinatevi alle opere con l’avatar. 
Tutte rilasciano al tocco una notecard informativa completa della biografia. 
Ad impreziosire la serata la performance canora di Samm Qendra,  
un angelo dotato di una voce così straordinaria e sconvolgente 
da riuscire a far vibrare forte d’emozione corde in posti dove altri cantanti 
non hanno nemmeno i posti…qui sotto un piccolo assaggio della sua bravura. 

IMMERSIVE WOR(L)DS

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Parole (Words) e Mondi (Worlds) sono i temi che fanno da sfondo all’evento che Libriamo Tutti e Accademia di Brera, in collaborazione con IF2012 Immagina il Futuro, hanno organizzato per sabato 30 giugno, alle ore 10.30.

Parole: perché abbiamo chiesto ad alcuni artisti digitali ( Giovanna CeriseNessuno MyooNoke YuitzaGiulia De MarinisLorenzo De Liguoro ) di creare delle opere d’arte, ispirandosi ad opere letterarie.

Mondi: perché, per ammirare le opere d’arte, metteremo in collegamento mondi virtuali e mondi fisici, facendo dialogare avatar che popoleranno la sede virtuale dell’Accademia di Brera in Second Life, con appassionati di arte e di letteratura che si incontreranno invece nella sede fisica dell’Accademia.

Un sodalizio fra arte letteraria e arte figurativa che trova il suo punto di incontro nell’utilizzo delle nuove tecnologie offerte da internet, per stimolare la condivisione e l’interazione, annullando le distanze fra artisti, lettori e spettatori.

Durante l’incontro la lettura di testi e racconti si integrerà con l’esplorazione e la scoperta artistica; le immagini si intrecceranno annullando gli spazi; il dialogo si svilupperà fra spazi concreti e piattaforme web.

L’organizzazione dell’evento è gestita da:

> Giovanni Dalla Bona di Imparafacile assieme al gruppo Libriamo Tutti
> Giampiero Moioli e Stefania Albertini Docenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera
> Simba Schumann, owner di Arte Libera in Second Life.

QUANDO: sabato 30 giugno, ore 10.30

PER PARTECIPARE PRESSO L’ACCADEMIA DI BRERA
Via Brera 28 a Milano, presso il Salone Napoleonico.

PER PARTECIPARE IN SECOND LIFE

Landing Point dell’Accademia di Brera: http://maps.secondlife.com/secondlife/Accademia%20di%20Brera/65/180/21

L’evento potrà essere seguito in diretta streaming dal sito: http://www.livestream.com/libriamotutti

Per info: http://www.libriamotutti.it/

Contatti: libriamotutti@libriamotutti.it

L’evento è reso possibile grazie a:

Per l’Accademia di Belle Arti di Brera: prof. Giampiero Moioli e prof.ssa Stefania Albertini

Per Libriamo Tutti: Imparafacile Runo (aka Giovanni Dalla Bona), Helenita Arriaga, Maryhola MacMillan, Morghana Savira, Gea Demina, Alexandra Shepherd.

Per il coordinamento degli artisti in Second Life: Simba Schumann (Simona Lamonaca) di Arte Libera

IF 2012 Immagina il Futuro è un’iniziativa promossa dalla Provincia di Milano e dalla CCIAA di Milano (http://www.immaginailfuturo.org/)

Patrocini al progetto Libriamo Tutti: Sistema Bibliotecario Cremasco-Sorinese, Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest, Informatici Senza Frontiere.

Collaborazioni: TV2000 (La Compagnia del libro) e Whipart Onlus.

Libriamo Tutti rientra fra le iniziative del Festival della Letteratura di Milano (http://festivaletteraturamilano.wordpress.com/)

Summer Pyramid 2012

LocandinaPiramideOK.jpg 

Finalmente ci siamo. Domani, giovedì 21 giugno alle ore 23.00 (2.00 PM-SLT), 
apre al pubblico la nuova collettiva d’Arte curata da Lion Igaly 
ed ospitata come di consueto alla Pyramid Art Gallery di Indire. 
In esposizione molti degli artisti storici targati ‘Orion’ che ancora una volta 
dimostrano sul campo quello che è possibile realizzare col solo ausilio 
del tool di costruzione di SL, con qualche piccola concessione, 
verso quei lavori che prevedono l’uso di sculpted e mesh… 
Ma le novità non finiscono qui: da questa edizione infatti la Piramide 
cambia volta e si rinnova! Merito del suo creatore che le ha saputo  
infondere nuovo splendore, nuova linfa…Vedere per credere. 
Non aggiungo altro per non rischiare di rovinarvi la sorpresa. 
Ness partecipa con un lavoro, nuovo anch’esso, dal titolo ‘Voices’ 
di cui avete qui sopra un’anteprima presa dalla locandina dell’invito 
e le poche righe che seguono ad accompagnarne il viaggio: 
Ancora una volta, uno fra gli scenari più classici dell’immaginario collettivo, 
come quello di un musicista di strada che ad un angolo di marciapiede 
di una delle tante piazze del mondo, sotto la debole luce di un lampione, 
suona la sua musica per racimolare qualche spicciolo..diventa metafora per raccontarsi. 
Per raccontarmi. E nel racconto, come per magia, tutte le angosce vengono meno.  
Nella bellezza delle linee. Nella caotica apparente degli elementi.  
Nei chiaroscuri delle intenzioni….tutto ritrova un senso. 
Anche le contraddizioni delle parole. Quelle non dette. Ne scritte. Mai ascoltate. ” 
Come sempre, spero vi divertiate :°) 

La questione dell’archiviazione…

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Ho iniziato a ‘scolpire’ in Second Life nell’ottobre del 2007, 
e da allora molto, se non tutto, è cambiato del mio modo di lavorare i prims 
o di vivere ‘in proiezione’ la passione per la scultura digitale.  
Non solo negli slanci emotivi, dettati dalla novità della scoperta  
– se ci credete ( o me uomo fortunato ) oggi è ancora così ^^ – 
ma soprattutto nel linguaggio, il mio, che negli anni si è evoluto, 
è inevitabilmente maturato fino a diventare molto più ricco e complesso. 
Qualcuno, forse, direbbe sino a deteriorarsi…   
L’unica cosa mai cambiata, almeno fino a questo momento, 
è ‘la questione dell’archiviazione’ come la chiamo sospirando.  
Ebbene si: proprio come un serial killer del prim, anche io, 
conservo un album dei ricordi coi ritagli di tutte le mie vittime in pixels. 
Ed ogni volta che una nuova vittima viene designata, 
chi l’ha preceduta fa già bella mostra di se fra le pagine di quest’album
Ora, succede che negli ultimi quattro mesi – ahimè – ho accumulato lavori  
per la bellezza di circa 7000 prims ( che non sono proprio uno scherzo ) 
e l’album, oramai più che affamato …chiede a gran voce il suo tributo! 
Ragion per cui ho iniziato da qualche settimana a scattare foto su foto, 
cercando di dare, fra una pubblicazione e l’altra, il tempo necessario 
– a chi lo volesse – di visionare tutto per benino… 
Fra 150 scatti ( spero di non essere esageratamente ottimista ) 
l’album tornerà quieto, lasciandomi così 
libero di concentrare le attenzioni verso nuove ignare vittime… :°)