…A Bit Of Red…

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Venerdì scorso, presso la sim di MetaLES,
sotto la direzione artistica di Ux Hax,
Romy Nayar e Lanjran Choche, che ringraziamo ancora per l’invito
e per la disponibilità con la quale ci hanno accolti fin da subito,
c’è stata l’inaugurazione della nostra nuova installazione
dal titolo ‘A Bit Of Red’, un lavoro dedicato ad un’icona
della letteratura mondiale, nata agli inizi del secolo scorso
dalla penna di Gaston Leroux, ovvero: il Fantasma dell’Opera.
L’intervento che abbiamo cercato di mettere in atto, sia io che Kicca,
avvicinandoci in punta di piedi a questo vero e proprio
mostro sacro del romanticismo gotico, in chiave moderna,
é stato semplicemente quello di interpretare alcune delle immagini
più potenti, dal punto di vista della narrazione emotiva,
che proprio grazie alle numerose trasposizioni del testo originale
in territori inesplorati e congeniali, quali il teatro, il cinema e la televisione,
sono entrate di diritto a far parte dell’immaginario comune.
Un esempio perfetto di questo meccanismo è rappresentato dallo straordinario
musical scritto nel 1986 da Andrew Lloyd Webber, che nel 2004 divenne
addirittura un film, acclamato dallo stesso compositore.
Non a caso lo abbiamo preso come punto di riferimento assoluto
nella ricerca del materiale per iniziare i lavori sulla piattaforma virtuale.

Il riferimento al colore rosso presente nel titolo del lavoro, invece,
lo si deve alla decisione di utilizzare due fra i simboli a noi più cari,
quello della rosa e del cuore, che qui diventano il filo conduttore per un viaggio
ideale all’interno dei singoli frammenti che abbiamo scelto di raccontare.
Il tutto su un impianto anomalo e per certi versi ostile:
una soluzione di spazi e di volumi elementari che, nelle nostre intenzioni,
rappresentano al meglio la trasfigurazione verso il ‘non luogo’ che pervade
il vuoto teatrale, quello del dietro le quinte e dei sotterranei, per intenderci,
dove si svolgono gran parte delle vicende narrate nel romanzo.
Per godere appieno dell’esperienza della visita vi suggeriamo
di impostare il cielo ‘  [NB] Sepia 0000  ‘, un buon livello grafico
ed una draw-distance non inferiore ai 500 mt.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 21 di Ottobre.

The Golden Age Of Russian Avant Garde

Russian Avant Gard Poster

All’inizio di Gennaio, Rose Borchovski,
mi chiese se avevo il piacere di partecipare ad un progetto di gruppo,
molto ambizioso, che si proponeva di omaggiare l’Avanguardia Artistica Russa
del secolo scorso, attraverso la realizzazione di una serie di tributi,
ad alcune delle opere create da autori che nel tempo ne sono diventati l’emblema.
La mostra, curata da lei e da Peter Greenaway, sarebbe stata ospitata
a Mosca, al Manege Museum, in uno spazio espositivo dove il pubblico avrebbe avuto,
tra l’altro, l’opportunità di godere di tutto il materiale costruito da noi in SL,
attraverso la visione di un video-machinima, girato da Rose stessa,
nonché la possibilità di interagire con esso grazie all’utilizzo
di postazioni multimediali collocate all’interno del museo. Accettai di buon grado.
Inutile sottolineare la gioia per aver preso parte ad un programma
di così ampio respiro, a fianco di artisti che stimo ed ammiro,
del calibro di Bryn Oh, Rose Borchovski, Alpha Auer, Jo Ellsmere, Soror Nishi,
Eupalinos Ugajin e Caer Balogh. Una grande gioia ed una grande responsabilità anche.
Chi mi conosce a fondo, sa bene che in situazioni come queste
cerco di infilare la prima uscita d’emergenza ringraziando tutti al colmo dell’imbarazzo.
Bene, questa volta non è successo. Spero solo di aver fatto un buon lavoro.
A me il compito di rendere omaggio alle opere di Lyubov Popova e Alexander Rodchenko.
Qui sotto trovate le immagini che fanno riferimento
proprio alle mie due piccole installazioni a loro dedicate.

Tribute To Lyubov Popova:
Tribute To Popova

Tribute To Alexander Rodchenko:
Tribute To Rodchenko

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo invece è il teaser realizzato da Rose e Peter Greenaway per l’evento:

La sim apre al pubblico questa Domenica, 27 di Aprile, alle ore 22,00 (1.00 PM-SLT),
e resterà aperta almeno per tutto il mese di Maggio.
Questo il punto di arrivo:

http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA8/22/112/56

Una volta giunti sul posto, oltre ad avere accesso alle informazioni
che riguardano noi creatori, seguendo il sottile percorso rosso tracciato a terra,
vi ritroverete circondati dalle numerose e preziose gift realizzate da Alpha Auer,
che ha reso omaggio a moltissime delle opere di questi artisti straordinari,
‘cucendole’ addosso a noi avatar con una maestria
che mi lascia incantato ogni volta che le guardo: prendetele tutte… non ve ne pentirete!

Qui il link ufficiale dell’evento in real con tutti i dettagli:

http://ukrussia2014.ru/en/event/golden-age-russian-avant-garde/

A me, come sempre, non resta che augurare a tutti una buona visita!

Senza Nessuno Senso

VGB.jpg

Questa mattina mi sono svegliato con la voglia di scrivere questo post.
E la voglia ce l’avevo prima ancora di alzarmi per andare in bagno.
Prima ancora di fare colazione e di darmi una sistemata per avere almeno una parvenza umana.
Forse, con questa voglia, ci sono andato a letto ieri notte. O la notte prima.
O quella prima ancora. Chi può dirlo? Sta di fatto che questa mattina ho deciso di scriverlo.
Senza Nessuno Senso. Detto con la stessa cialtroneria con la quale l’avrebbe detto Gassman,
in quel capolavoro assoluto di comicità che è L’Armata Brancaleone, di Monicelli.
Senza Nessuno Senso. Continuo a ripetermelo.
Perchè quindi cimentarsi nell’impresa inutile di trovarcene qualcuno?
Io   Posso   Solo   Costruire

In Verità Vi Dico..e Niente.

nessprims.jpg
Qualche settimana fa, in un post di Bryn Oh pubblicato all’interno
del suo blog, che scrisse in occasione della pubblicazione di una tesi di laurea
canadese che la vedeva protagonista assieme ai mondi virtuali sulle reali o millantate
potenzialità nel campo dell’arte, ebbi l’onore -ed il piacere- di essere da lei citato
fra alcuni dei nomi più prestigiosi di SL come uno degli esempi di ‘veterani di talento’.
Inutile dire quanto la cosa mi renda orgoglioso e non mi stancherò mai di ringraziarla.
Il post, fra l’altro, le diede anche modo di esprimere alcune considerazioni
circa l’attuale condizione in cui versa l’universo artistico e creativo di Second Life.
Come è normale che sia, seguirono dei commenti.
Alcuni dei quali pubblicati da autentici protagonisti della scena artistica virtuale di SL,
che cercavano di dare la propria lettura della situazione condividendo e contrapponendo
esperienze vissute in prima persona. Fra tutti i contributi ce n’è stato uno
che mi ha visto coinvolto personalmente assieme alla mia amica Kicca Igaly,
amica e collega di una seconda vita intera. Sto parlando di quello postato da Rose Borchovski.
Rose, lamentava a Bryn una sostanziale diversità di ‘attenzione’ da parte dei visitatori
che giungevano alle installazioni della LEA per il 3° Artists in Residence, appena conclusosi,
rispetto ad altre che in maniera indefessa registravano invece sempre dei pienoni da capogiro.
E se ne domandava il perchè. Nel fare questo, prendeva ad esempio la nostra installazione,
mia e di Kicca, dal nome ‘DangerInEvolution‘ chiedendosi appunto
perchè mai non fosse costantemente presa d’assalto dai visitatori
giunti da ogni parte del metaverso a godere della sua bellezza.
Ringraziandola, risposi che avevo le idee piuttosto chiare a riguardo; idee a proposito
del perchè alcune cose in SL sembrano ‘funzionare’ meglio di altre. E questo mio post, ora,
rappresenta il tentativo di condividerle, sperando di renderle semplici e chiare per tutti.
Potrei parlare di come alcuni critici, direttori di magazines, bloggers, giornalisti,
galleristi, owners di sim, fotografi, machinima makers..un esercito intero insomma,
sembra seguire con attenzione morbosa solo alcuni dei nomi che forse garantiscono
una facile eco a quelle che sono le loro iniziative, o di come nei canali ufficiali
messi a disposizione dalla Linden Lab per la condivisione di quelle che sono le attività
e gli eventi proposti da noi resident, ad esempio la Destination Guide,
a volte accadono degli incidenti di percorso che portano posti a scomparire
per sempre al loro interno ed altri a scalare vette di classifiche sempre più vertiginose.
Ma sarebbe per lo meno ingenuo attribuire l’insuccesso del proprio lavoro
in termini di traffico e apprezzamento associandolo solo a queste variabili.
Ingenuo e profondamente ingeneroso nei confronti di quello che è l’impegno profuso.
Sono convinto che a decretare la buona riuscita -o meno- di una condivisione
apprezzata su larga scala siano altri fattori. Ma partiamo dall’inizio, ovvero:
dall’idea che si ha in SL dell’arte vissuta come esperienza immersiva.
Ora dirò qualcosa che farà storcere il naso ai più. Lo so per esperienza.
Credo davvero non ci sia nessuna reale differenza di percezione immersiva
fra il leggere un libro, il guardare un film, l’ascoltare un concerto, l’assistere
a una rappresentazione teatrale, il fare una visita guidata alla più vicina
pinacoteca o..a una installazione vissuta all’interno di un mondo virtuale come quello di SL.
Perchè davvero non esiste nessuna reale differenza nel mezzo utilizzato per giungere
e raggiungere lo scopo del nostro ‘intento artistico’ sempre che, beninteso, ce ne sia uno.
E questo -ci piaccia o no- dipende dal fatto che fondamentalmente siamo gli stessi
da migliaia di anni. Sia sotto l’aspetto biologico che sociale. Nelle dinamiche che regolano
il nostro rapportarci col mondo e con noi stessi. Stessi meccanismi di difesa e di attacco.
Stessi modelli comportamentali di integrazione o ghettizzazione dell’individuo all’interno
di un piccolo nucleo familiare, di un gruppo o di una comunità estesa.
Poco importa se questa comunità sia in carne ed ossa o in pixel, l’avete notato?
Stessa capacità di pensiero astratto. O sempre più spesso la più totale incapacità di astrazione.
Siamo arrivati a banalizzare e a confondere il concetto stesso di immersività
con quello dell’entrare fisicamente dentro qualcosa che ci può contenere per intero.
Il mezzo tecnologicamente più avanzato per esprimere oggi della creatività, ai nostri occhi,
ha lo stesso potere di fascinazione avuto dai primi graffiti rupestri.
Esseri elementari nell’illusione della complessità.
E gli elementi che ‘attraggono’ e ‘distraggono’ l’occhio e la mente sono da sempre
gli stessi anche loro. In genere siamo attratti dalle luci, dai colori, dai forti contrasti,
dai suoni, dal movimento. Da tutte quelle esperienze sensoriali che riportano
i pensieri all’universo rassicurante, semplice e primordiale dell’infanzia,
quella subito dopo la nascita o, in alcuni casi, addirittura precedente.
Alla luce di tutto questo ragionamento, alcune differenze ‘solo’
apparentemente incomprensibili o inspiegabili nel difficile compito di interpretare
umori e malumori del pubblico difronte a dei manufatti artistici, assumono una logica
e una coerenza, e purtroppo -mi verrebbe da dire- pochissime eccezioni
a conferma di ancora meno regole. Per ritornare agli interrogativi legittimi di Rose direi che:
nulla o poco importa se alcune dissonanze cromatiche presenti in alcuni lavori
sono miscelate con una cura maniacale al limite della ossessione.
Per essere sottolineate ed apprezzate su larga scala occorre sempre caricare
in maniera eccessiva e qualche volta volgare. Nulla o poco importa che in altri sia presente
una metrica ed una ritmica costruttiva che in immagini spesso si traduce
in una pregevole musicalità. Per essere goduta ed apprezzata su larga scala
deve potersi ascoltare solo all’orecchio. Nulla o poco importa che in altri ancora
l’esplosione del movimento è sublimata in ognuno dei singoli prim,
nei gruppi che ne compongono parte dei dettagli, fino ad arrivare, via via, in un crescendo
d’insieme quasi coreografico. Per essere accessibile ai più occorre che si muovano davvero
questi benedetti prim! Magari dopo averci cliccato su, così che anche l’aspetto giocoso
legato all’interattività -altro termine di cui si abusa da sempre – è pienamente appagato ^^
Ma di cosa stiamo parlando poi alla fine?
Potrei impegnarmi a fare diversamente per raggiungere un consenso maggiore?
Si, e forse dovrei.  Ma non lo farò. Perchè tradirei la mia natura.
Che è appunto quella di provare a fare sculture
ricche di cromatismi spesso con la quasi totale assenza di colore.
Ricche di musicalità con la quasi totale assenza di suoni.
E soprattutto, ricche di movimento, pur restandosene lì,
piantate ed immobili, a sfidare il buon senso.
Qualche volta anche il mio :°)

A Strange Coincidence ad ArtEdLand

 



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A partire da questa sera, martedì 14 agosto alle 22.00 ora italiana (1.00 PM-SLT),
verrà esposta per circa un mese nella sim di ArtEdLand, curata da Damiax Thor e Myhns Mayo, 
la mia installazione dal nome ‘A Strange Coincidence‘. 
Presentata originariamente all’interno del lavoro realizzato assieme a Kicca Igaly 
per la LEA Full Sim Art Series del marzo scorso, intitolato ‘The Labyrinth Of Absurdity‘, 
è un’installazione dalla storia piuttosto curiosa di cui voglio parlarvi brevemente…  
Tutto ha inizio da una scena memorabile di uno dei film più famosi di Stanley Kubrick, 
ovvero ‘Full Metal Jacket’ e la scena in questione è quella del suicidio della recluta ‘palla di lardo’.  

 

Rimasi così affascinato dall’intera sequenza che decisi alla prima occasione 
di renderle in qualche modo omaggio. L’opportunità si presentò qualche mese dopo 
grazie un contest organizzato da Mexi Lane nella allora sim di Experience Italy. 
La competizione era dedicata a un tema che era tutto un programma: ‘The Big Bang’. 
Nelle intenzioni di rileggere e reinterpretare questo enorme ‘primo colpo’ dell’universo, 
avevo progettato di rappresentare un suicida seduto sulla tazza del cesso, un attimo dopo 
la detonazione dell’arma ancora fumante fra le mani, e ravvisare fra gli schizzi disordinati 
delle cervella sulle piastrelle attorno una sorta di nuovo universo nascente :°)  
Purtroppo, sia per i tempi biblici con cui sono solito realizzare i miei lavori, 
sia per le dosi massicce di primmini (che già da allora mi rendevano le cose 
non sempre semplici dal punto di vista delle opportunità), il progetto -ahimè- sfumò 🙁   
Ma non lo abbandonai mai del tutto. Anzi. Ed è così che nacque A Strange Coincidence

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Un consiglio: avventuratevi nella scoperta dei dettagli. 
Infine le solite raccomandazioni…per godere appieno dell’installazione 
dovete avere settata una buona qualità grafica, ed entrare 
all’interno della stessa con gli avatar, in modo da permettere ai diversi punti luce 
di fare al meglio il loro lavoro. Io consiglio la visione notturna. 
Come sempre spero possiate divertirvi :°)  

The Labyrinth Of Absurdity

The Labyrinth Of Absurdity FBE.jpg  

Ha inaugurato da poche ore, e resterà aperta per tutto il resto del mese 
ospite della LEA Full Sim Art Series, patrocinata dalla Linden Endowment for the Arts, 
l’installazione realizzata in collaborazione con Kicca Igaly dal nome ‘The Labyrinth Of Absurdity‘… 
Si tratta di un vecchio ed abbandonato complesso industriale, 
dalla natura non meglio specificata, sorto sul pelo dell’acqua, 
che racchiude al suo interno 8 piccole sculture, 
che hanno come unico comun denominatore quello dell’assurdo, nella sue varie accezioni… 
Qui avete l’indizio inviato assieme all’invito in occasione dell’opening: 

8 Piccole sculture in un labirinto che in realtà è solo immaginario 
e che appare sotto la forma insolita di un vecchio ed arruginito impianto industriale in disuso… 
Potete scegliere, dove è possibile, di percorrerlo fino a raggiungere le piattaforme 
che ospitano i lavori, che hanno come unico comun denominatore  
quello dell’assurdo, nel nonsense, nella poesia, nella tragedia e nella speranza… ” 

Al punto di arrivo è possibile prendere una notecard con tutti i riferimenti delle opere esposte, 
così come le informazioni che le riguardano singolarmente… 
Vi consiglio di impostare una buona qualità grafica ed una Draw Distance di almeno 200 mt.  
e di avvicinarvi con gli avatar alle opere per poter attivare i diversi punti di luce. 
Impostazioni del cielo: AM Radio’s Nostalgia. 

Spero vi divertiate :°)  

The Hope Beyond The Door

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Capita, a volte, che qualcuno mi domandi come nascono alcune opere. 

Se c’è un’idea all’origine della loro creazione insomma, 

una casualità, una specifica richiesta, o qualcosa d’altro ancora… 

Ai primi di aprile, mi è stato commissionato un lavoro 

che avrebbe dovuto partecipare ad un’asta, 

i cui proventi sarebbero andati ad una 

associazione che si occupa di raccogliere fondi per la ricerca sul cancro. 

Sensibile a questo tipo di iniziative, per più di un motivo, 

ho deciso di aderire con gioia, pur avendo dei timori per i tempi di consegna, 

che, nelle esigenze di ness, definire ‘biblici’ rende appena l’idea 🙂 

Riuscito incredibilmente a fare tutto, e nei tempi prestabiliti, 

sono stato costretto, mio malgrado, a rinunciare al progetto 🙁 

Nella notecard di partecipazione -che avevo sottoscritto-  

mi era sfuggito un particolare, il fatto che ci si impegnava  
a non esporre mai più il pezzo presentato per l’asta… 

Ora, io in SL faccio sculture, e le faccio anche perché le si possa mostrare, 

non perché le si debba togliere da sotto il naso alla gente! 

Inutile girare attorno al fatto che il mio inglese è miserrimo almeno quanto il mio italiano. 

Andavano fatte delle scuse -che ho fatto- e, ritirata la mia adesione,  

sono riuscito comunque a partecipare all’asta, questa volta nei panni di un acquirente, 

contribuendo alla causa aggiudicandomi l’opera preferita, della mia artista preferita ^^ 

Questa, in due parole, la genesi rocambolesca di ‘The Hope Beyond The Door’, 

di cui avete una piccola anteprima, qui sopra, nella locandina. 

Quella che segue invece è la breve descrizione che l’accompagna: 

 

“Dolore, sofferenza, freddo, solitudine. 

Questi sono gli spettri della malattia. 

Specie quando colpisce così duramente e in maniera vigliacca. 

La sedia a rotelle, la flebo che gocciola sangue, 

la trasfigurazione del corpo umano, 

ridotto a mero oggetto da riparare. 

Un contenitore per gli affetti, per i ricordi, per i desideri…

O vissuto come ostacolo al proprio percorso di guarigione. 

Il tutto, immerso in una atmosfera di estremo abbandono. 

Un distacco, che si avverte sulla pelle, 

quando la cam riesce ad entrare 

nello spazio, stretto e angusto, della piccola stanza.  

Eppure, la porta al cammino della speranza non è chiusa. 

Così come accesa, è la piccola candela, che illumina la scena. 

Nell’ installazione sono presenti altre porte, non a caso tutte aperte. 

Tenute in piedi da un sottilissimo filo che le appende al soffitto. 

Sono li a simboleggiare, oltre alla moltiplicazione -purtroppo- 

delle storie che noi tutti conosciamo, anche le tante possibilità 

di entrare in contatto, in comunicazione, con ognuna di queste storie… ” 


Cos’altro aggiungere se non che amo profondamente questo lavoro? 

Ah si, ovviamente, lo slurl della galleria, ricordando che l’ opening 

ci sarà per questo martedì, 12 luglio, alle 22.30 ( 1.30 PM SLT ) e che l’esposizione 

rimarrà aperta al pubblico per tutta l’estate, fino alla metà di settembre.  

SL8B: che la magia abbia inizio!

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Tutto è pronto per i grandi festeggiamenti dell’SL8B, 

l’evento che celebra l’ottavo compleanno di Second Life, 

attraverso una esposizione straordinaria, voluta dalla stessa Linden Lab, 

dove tutti residenti a cui è stata accettata la richiesta di partecipazione, 

avranno modo di mostrare per una intera settimana i loro ‘manufatti’, 

aderenti al tema di quest’anno, che è per l’appunto: La magia di Second Life. 

Straordinaria anche la partecipazione, come era facile intuire, 

che ha trasformato,  in poche settimane di frenetica attività ‘builderistica’, 

le sim messe a disposizione per l’evento. Qui sotto ne avete un esempio. 

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Ness e Kicca, partecipano con un loro nuovo lavoro dal titolo ‘The Aleph‘, 

liberamente ispirato alla penna di Borges… 

Questa la locandina del nostro invito  

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e un piccolo stralcio  della notecard che l’accompagna:   

” La grande magia di SL, come il punto dell’Aleph del romanzo di Borges, 

è proprio questa: connettere tutti gli universi, tutte le culture, tutte le persone… ” 

Vi aspettiamo :ç)